Una storia amalfitana

Mirkò – An Amalfitan story

For many years now Mirkò’s art has been recognized nationally and internationally, at one time he had his own small modest gallery in Vietri sul Mare, where he could channel his new ideas and works. However, Vietri was not to be the stage he deserved, then one day an entrepreneur (Andrea Sotero) from Amalfi offered Mirkò the possibility of opening his own exclusive gallery in the main square of Amalfi, one of the most fascinating contexts in the world of architecture – a few steps from the famous Cathedral of Saint Andrea. Naturally Mirkò decided to accept this unexpected offer and within a short time Mirkò was able to inaugurate his exhibition, dedicated to Amalfi, which this divine coast derives its name from.
Nearly all the works that were put on display were inspired by the story of Giovanna d’Aragona, a noblewoman who lived between the end of 1400 and the beginning of 1500. She came to Amalfi as she had been betrothed in marriage to a duke, a member of the Piccolomini family. Unfortunately she was soon to become widowed, later she fell in love and in secret she married the head Butler, with whom she had three children. The family strongly disapproved of the relationship so she was put away in the Ziro Tower, situated on one of the Amalfi hillsides. The sad story of this lady, has for centuries, inspired novels, stories and plays. Mirkò, naturally curious and attentive to stories related to different sites along the coastline, could not resist the idea of inaugurating his new gallery with works inspired by the Duchess of Amalfi. Like so many ideas of Mirkò, in no time his works were ready, ceramics and paintings in the artist’s unmistakeable bright colours which left everyone spellbound. Each exhibit narrated part of the story and this very impressive exhibition was the perfect start to a new artistic phase in the life of Mirkò.

Per anni Mirkò, forte delle affermazioni nazionali e internazionali, ha tenuto una sua galleria a Vietri sul Mare, dove far confluire le sue nuove opere e le sue sperimentazioni. Ma il paese natale non è riuscito ad essere il palcoscenico che l’artista meritava. Tutto cambia quando un imprenditore amalfitano ( Andrea Sotero) gli propone di dedicargli una galleria esclusiva nella piazza del duomo di Amalfi, uno dei contesti più affascinanti dell’architettura mondiale. Una proposta che Mirkò decide di accettare, legando la sua arte alla splendida cittadina che dà il nome all’intera costiera. In pochi mesi la galleria viene disegnata per accogliere nel migliore dei modi le opere dell’artista vietrese, che dedica ad Amalfi il tema della mostra d’inaugurazione che diventerà anche la base di una linea permanente. Tutte le opere esposte traggono ispirazione dalla tragica storia di Giovanna d’Aragona, una sfortunata nobile vissuta tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500. Giunta ad Amalfi in sposa ad un duca della famiglia Piccolomini, ne rimane presto vedova, risposandosi segretamente con un suo maggiordomo, dal quale ebbe anche tre figli. La famiglia di lei però, disapprovando il legame, la fece trucidare insieme con i suoi figli, dopo averla tenuta rinchiusa nella torre dello Ziro, situata sulle colline di Amalfi. La triste storia della donna ha ispirato per secoli tragedie, novelle e romanzi, commuovendo per la sua crudeltà. Ovviamente Mirkò, curioso e attento alle storie legate ai luoghi della sua costiera, non può resistere all’idea di inaugurare la sua nuova galleria amalfitana traendo ispirazione da una vicenda così affascinante. E come ogni idea dell’artista, in poco tempo le sue mani la trasformano in opere pronte a lasciare incantati, a suscitare la meraviglia della bellezza. Ceramiche e quadri realizzati con i consueti colori brillanti, segno distintivo dell’artista vietrese, ciascuno narrante una parte del racconto, vengono inseriti in un contesto espositivo molto suggestivo. E’ un perfetto inizio per una nuova fase della vita artistica di Mirkò.