Stile

Style Research

Each artist expresses himself through his own personal style, and no matter how original, it is almost always the result of research and an artistic evolution. It is easy to identify the various stages in Mirkò’s early works and experiments. To Mirkò, however, it is not only the result of a process but an ​​explosion of ideas, an explosion that breaks down into a myriad of fragments which colour his pictorial creations. Mirkò gathered his experiences from his studies, the teachings of Frans Brugman, and all the art that he managed to devour, from the wall paintings of the caves to the most controversial contemporary creations, and impulsively built his style, structured and comprehensive from the very start. What takes shape under his hands is the magic of colours, an array of hypnotic lines forming extraordinary dream like scenes. To define his style is not easy., we see figures from Babylonia, elements of pre-Inca culture and flashes of Bauhaus, all converging towards a new expression of Cubism, never defined before. Perhaps one might venture to classify Mirkò’s works as an evolution of proto Cubism. What makes the difference, in addition to his style, are the themes, free from abstract constraints, they appear naturally and easily, in an universal language, understandable to all. The scenes and subjects represented, widely known in the art and culture world, are unusual in form and colour but seemingly belong to a congenial and collective memory and it is here in the folds of this mystery that hides an extraordinary strength.

Ogni artista si esprime attraverso il suo stile in maniera inconfondibile che, per quanto possa essere originale, è quasi sempre frutto di una ricerca e di un’evoluzione artistica. E’ facile individuarne le varie fasi nelle opere giovanili e sperimentali di ciascuno di essi. Quello di Mirkò, invece, non è frutto di un percorso ma di un’idea esplosiva, la stessa esplosione che scompone in miriadi di frammenti colorati le sue creazioni pittoriche. Mirkò raccoglie nella sua esperienza i suoi studi, gli insegnamenti di Frans Brugman, e tutta l’arte che riesce a divorare, dalle pitture murali dei cavernicoli alle più controverse creazioni contemporanee, e d’impulso costruisce il suo stile, strutturato e completo fin da subito. Ciò che prende forma sotto le sue mani è un orgasmo di colori, un insieme ipnotico di linee che formano straordinarie scene oniriche. Definire il suo stile non è facile. Sembra di scorgere tra le sue creazioni figure dalla postura babilonese, elementi di cultura preincaica e sprazzi di Bauhaus, tutti convergenti verso una nuova espressione di cubismo, mai definita prima d’ora. Forse si potrebbe azzardare ad inquadrarlo come un’evoluzione diversa del protocubismo. A fare la differenza, oltre allo stile, sono anche i temi delle opere di Mirkò, liberi dal vincolo dell’astrattismo, si presentano con naturalezza e semplicità, con un linguaggio comprensibile a tutti, universale. Le scene e i soggetti rappresentati, diffusamente noti nell’arte e nella cultura in genere ma inediti nella forma e nel colore, sembrano comunque appartenere ad un ricordo congenito e collettivo. E’ nelle pieghe di questo mistero che si nasconde la sua straordinaria forza.