La discendenza artistica

Netherlands Vietri one-way

Around the mid 1920s the Dutch family Van Stolk came to Italy to settle in Vietri. Both Adrian and his wife Sophie were artists and they thought that living in this coastal town would give them the opportunity to express themselves through their art of pottery. Sophie van Stolk later decided to try an entrepreneurial activity by opening a ceramic factory, Fontana Limite, together with the German artist Gunther Stüdemann. It was the first factory in Vietri to be run and managed by foreigners ,and later to be known as the “German Period”. One of the most important innovations introduced by these artists was the especially decorative and expressive use of colour, and a representation of classical subjects and culture. Sophie lived in Vietri for less than five years but her contribution was decisive, her creations and innovative style made history and an imprint on the Amalfi Coast. Forty years on, another Dutchman, Frans Brugman, came to Vietri. He was an artist who had mastered different painting techniques. His first visit was only a short stay, but then after just a few years, he returned as he was so attracted by the beauty of the area and the chromatic possibilities that it offered in ceramics that he never left Vietri again. Brugman’s style was very simple and clean and expressed his personality perfectly, local scenes and decorations linked to the German period were some of the fundamental aspects passed on to his young pupil Mirkò. From Sophie van Stolk, to Brugman and finally onto Mirkò, the artistic continuity of perpetual innovation, inspired by the same landscapes, sea and materials. The inevitable constant innovations, with brief glances into the past and brisk steps into the future that is Mirkò today.

A metà degli anni venti del novecento giunge a Vietri una famiglia olandese, la famiglia Van Stolk. Sia il capofamiglia, Adrian, che la moglie Sophie sono artisti e trovano nella cittadina costiera la possibilità di esprimersi attraverso la ceramica. Sophie van Stolk decide di tentare l’attività imprenditoriale aprendo, insieme con il tedesco Gunther Studemann, la prima manifattura vietrese gestita direttamente da stranieri, la fabbrica Fontana Limite, il primo passo verso quello che sarà definito “Periodo Tedesco”. Una delle novità più importanti introdotte da questi artisti stranieri fu soprattutto l’uso decorativo ed espressivo dei colori, associato alla rappresentazione di soggetti classici e colti. Sophie visse a Vietri meno di cinque anni ma il suo contributo fu determinante per la creazione di uno stile innovativo che cambierà per sempre la storia della ceramica vietrese. Dopo circa quarant’anni approda a Vietri un altro olandese, Frans Brugman, artista completo, con la padronanza di diverse tecniche pittoriche. A seguito di un suo primo breve soggiorno vi fa ritorno dopo alcuni anni, attratto dalla bellezza del luogo e dalle possibilità cromatiche che gli offriva la materia ceramica. Non riuscirà mai più a lasciare Vietri. Lo stile utilizzato da Brugman è molto semplice e pulito, col quale riesce a manifestare la propria personalità in un panorama locale troppo legato ad una ripetizione ciclica dei decori e delle forme del periodo tedesco. Questi sono gli aspetti fondamentali trasmessi al suo giovane allievo Mirkò. Da Sophie van Stolk, a Brugman e infine a Mirkò, la continuità artistica di una innovazione perpetua, ispirati dallo stesso mare e dallo stesso paesaggio, partendo dalla stessa materia, dalla stessa terra e dallo stesso fuoco. E questo è oggi Mirkò, innovazione inevitabile e costante, con brevi sguardi verso il passato e passi svelti verso il futuro.