Simmetrie

A Symmetric Mind
The search for symmetry is the pursuit for perfection. Many great artists of the past have grappled with it, but the first name that comes to mind when you say symmetry is certainly the well known Dutch artist Maurits Cornelis Escher. Mirkò was drawn to this mysterious and restless artist because he was one who managed to alter the perception of reality. Meeting Eisher was inevitable as Mirkò had worked with his compatriot, his great teacher Frans Brugman, who would often talk to his young student about his past and acclaimed that there was an invisible thread which linked the Netherlands with the Amalfi Coast and to Mirkò. Sophie Van Stolk, Escher, Brugman, Vietri, Atrani and Amalfi, they are all pieces of a mosaic, a perfect harmony of chromatic men, women, artists, places, and dreamers, past and present. Escher visited the Amalfi Coast in the late twenties, of the last century. From his works it is clear to see that he was particularly fascinated by the buildings and the architecture of the quaint fishing villages. The inextricable interlocking of doors, windows and balconies, intersected by stairs of different shapes and sizes, it had made such an influence on the Dutch artist that it became the font of his prospective studies with which, through the deception of the eye, shows the artists theory of the false three-dimensional drawing. The symmetry of Mirkò differs from that of Escher, while drawing clear inspiration, there is no pantograph representation towards perfection of a subject but a research of movement through its static nature, precise lines as made by a scalpel are almost identical images, which at times change or are imperceptible at first sight. In the metamorphosis of his genius, Mirkò conceived a motionless dance , as imprinted in the frames of a film ready to start, then in a flash of an eye, the hint of a smile, unveiling to the more observant viewer, that is the true magic of the artist. Like Escher, the Symmetry for Mirkò was just a passing phase, marvelously transient.

La ricerca della simmetria è la ricerca della perfezione. Molti grandi artisti del passato si sono cimentati con essa, ma il primo nome che viene in mente quando si dice simmetria è sicuramente quello dell’olandese Maurits Cornelis Escher. Mirkò, nella fase dirompente della sua evoluzione comunicativa, viene attratto dagli artisti più misteriosi ed inquieti, quelli che sono riusciti ad alterare la percezione stessa della realtà. Ma l’incontro con Escher non è casuale, anzi, per certi aspetti è quasi inevitabile. Il suo maestro e grande amico, Frans Brugman, anch’esso olandese, ha collaborato in gioventù con il suo connazionale, e di quell’esperienza racconta spesso i particolari al giovane allievo. C’è un filo invisibile che lega l’Olanda alla Costiera Amalfitana e a Mirkò. Sophie Van Stolk, Escher, Brugman, Vietri, Atrani, Amalfi. Sono i pezzi di un mosaico nel quale si incontrano in perfetta armonia cromatica uomini, donne e luoghi, artisti e sognatori, passato e futuro. Escher visita la Costiera Amalfitana sul finire degli anni venti del secolo scorso. Dalle sue opere possiamo intuire che rimase particolarmente affascinato dalle disposizioni architettoniche dei borghi marinari. L’inestricabile incastro di porte, finestre e balconi, intersecate da scale di diverse forme e misure, colpiscono a tal punto l’artista olandese da diventare la base dei suoi studi prospettici con i quali, attraverso l’inganno dell’occhio, dimostra la sua teoria della falsa tridimensionalità del disegno. La simmetria di Mirkò si discosta da quella escheriana, pur traendone evidente ispirazione. Non rappresentazione pantografata verso la rarefazione di un soggetto, ma ricerca del movimento attraverso la sua staticità. Il suo tratto preciso come la lama di un bisturi riesce a rappresentare immagini quasi identiche, differenti a volte per particolari a prima vista impercettibili. Nella metamorfosi del suo ingegno, Mirkò ha concepito una danza di figure immobili, come impresse in fotogrammi su una pellicola pronta ad avviarsi. Ed ecco il guizzo di un occhio, l’accenno di un sorriso, svelarsi all’osservatore più attento, ecco la magia dell’artista. Come fu per Escher, anche per Mirkò la simmetria è solo una fase di passaggio, meravigliosamente transitoria.